Nella giornata di venerdì 14 marzo si è svolta a livello mondiale in più di 100 Paesi la manifestazione Climate strike for future. Si tratta di un evento organizzato da giovani di varie nazionalità per sensibilizzare l’opinione pubblica, e soprattutto i governi, verso i cambiamenti climatici causati dall’uomo.

Ormai è risaputo che ognuno di noi, nel suo piccolo, può migliorare le proprie attività e abitudini quotidiane per renderle più sostenibili verso l’ambiente. Vediamo ad esempio nell’ambito dell’organizzazione del lavoro alcune possibilità che strizzano l’occhio all’ “ecologia”.

AMBIENTE DI LAVORO:

utilizzare vernici e in generale prodotti ecologici, climatizzare adeguatamente evitando sprechi, fare interventi su caldaie o altre apparecchiature per ridurre le emissioni, fare correttamente la raccolta differenziata.

STRUMENTI DIGITALI:

preferire se possibile le riunioni di lavoro tramite Skype o strumenti simili, e i webinar per i corsi di formazione o aggiornamento; in questo modo si riducono gli spostamenti e quindi anche le emissioni nocive.

SOLUZIONI ALTERNATIVE

Una modalità di lavoro che permette di ottimizzare gli spostamenti e quindi di risparmiare anche l’ambiente è lo smart working, ossia la possibilità offerta ai dipendenti di lavorare in sedi diverse da quella dell’azienda (come nei centri uffici o da casa).

Facendo un esempio pratico, con una sola giornata a settimana di smart working si risparmiano 40 ore annue di spostamenti con una riduzione delle emissioni pari a 150 kg di CO2.

Inoltre, per i lavoratori autonomi che sono sempre in movimento (come ad esempio i rappresentanti) c’è la possibilità di fissare il proprio domicilio postale presso un business center. Tra i molti vantaggi di questa soluzione, abbiamo la riduzione degli spostamenti verso uffici postali e depositi dei corrieri, dato che tutta la corrispondenza viene presa in carico dal centro uffici (che può inoltrare posta e raccomandate via mail).

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